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RINASCIMENTO SEGRETO

Curata da Vittorio Sgarbi, grande animatore delle attività culturali della Regione Marche, la mostra Rinascimento Segreto si tiene in tre diverse sedi:

URBINO – Palazzo Ducale, Sala del Castellare

FANO – Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti

PESARO – Palazzo Mosca, Musei Civici

Così Vittorio Sgarbi descrive la mostra: «Rinascimento segreto è una mostra difficile. C’è una complessità di ricerca sia delle opere che degli autori che rende questa mostra di livello sofisticato. Accanto a Raffaello e Perugino, si possono ammirare tanti artisti che ancora si muovono nell’anonimato, conquiste della ricerca critica recente o artisti pur conclamati ma ancora oggetto di studio. Questo Rinascimento segreto, nel suo percorso d’insieme, diventa così per il visitatore un Rinascimento rivelato».

Nelle tre sedi di Urbino, Fano e Pesaro sono esposte più di ottanta opere, tra dipinti e sculture, disegni e oggetti d’arte dallinizio del Quattrocento alla metà del Cinquecento.
Queste opere sono state ricercate tra fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati per valorizzare un patrimonio artistico quasi sconosciuto perché non esposto nei musei, e al tempo stesso creare un collegamento con le spelndide opere rinascimentali presenti nel territorio della Regione Marche.

Oltre a maestri di scuola marchigiana come Giacomo di Nicola da Recanati e Giovanni Antonio da Pesaro, sono stati selezionati capolavori inediti o poco noti di artisti rappresentativi delle principali scuole pittoriche della penisola.

Dal 13 aprile al 3 settembre 2017

Info e prenotazioni – Call Center 0744 422848

steve mccurry icons ancona

STEVE MCCURRY ICONS – ANCONA

Ancona – Mole Vanvitelliana – Dal 26 febbraio al 25 giugno 2017

La mostra Steve McCurry Icons, nella suggestiva Mole Vanvitelliana di Ancona, presenta circa 130 scatti di Steve McCurry,uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea.

La sua attività è ormai quasi quarantennale, e qui viene proposto forse il meglio della sua vastissima produzione.

Lo seguiremo nei suoi viaggi in India e poi in Afghanistan ed in Pakistan dove, nel campo profughi di Peshawar ha incontrato e fotografato Sharbat Gula, la ragazza che ha fotografato nel campo profughi di Peshawar in Pakistan e che è diventata una icona della fotografia mondiale.

Steve McCurry apre una finestra nel complesso universo di esperienze e di emozioni che le etnie più lontane, con le loro condizioni più disparate – e disperate, gli hanno suscitato, proponendo un’arte fotografica davvero universale.

La mostra inizia con una straordinarie serie di ritratti e prosegue tra immagini di poesia e di guerra, gioia e dolore, ironia e stupore con un caleidoscopio di contraddizioni.

Steve McCurry in un audioguida a disposizione dei visitatori parla di molte delle foto esposte, e in un video racconta la sua lunga carriera e il suo modo di intendere la fotografia. Un altro filmato, prodotto da National Geographic illustra la lunga ricerca che ha portato Steve McCurry a ritrovare la “ragazza afghana”, 17 anni dopo il famoso scatto.

capolavori sibillini sibillini masterpieces

CAPOLAVORI SIBILLINI

Dal 19 febbraio al 1 ottobre 2017 la mostra Capolavori Sibillini, l’arte nei luoghi feriti dal sisma” offre ai visitatori una selezione di circa 100 opere d’arte che sono state portate ad Osimo dai territori colpiti dal sisma.

Vittorio Sgarbi preside il comitato scientifico della mostra, ne ha scelto il nome e l’immagine che la rappresenta, la Sibilla del pittore napoletano Corrado Gianquinto, proveniente dalla pinacoteca di Montefortino.

Dalla Pinacoteca Gentili di San Ginesio, una incantevole cittadina che per i panorami incantevoli che offre è chiamata “Il balcone dei Monti Sibillini” ma anche purtroppo una delle cittadine più devastate dal sisma arrivano 34 tra i capolavori sibillini.

Potrete ammirare splendide opere di Simone De Magistris, tra cui una Pietà del 1584, di Filippo Conti, del Caracciolo, detto Battistello, tutte opere dipinte tra il 1500 e il 1600.

Un patrimonio artistico di inestimabile valore che è stato recuperato e trasferito ad Osimo al fine di conservarne l’integrità, valorizzarlo attraverso la mostra, restaurarlo, se necessario, con il ricavato del biglietto d’ingresso per riportarlo successivamente all’antico splendore, nei luoghi di appartenenza.

Capolavori Sibillini, l’arte nei luoghi feriti dal sisma”

Mostra di opere d’arte, in Osimo nelle Marche, provenienti dalle zone della Regione colpite dal sisma.

Palazzo Campana, Piazza Dante 4 Osimo (Ancona)

ORARI E APERTURE

Dal 19 febbraio al 1 ottobre 2017

da giovedì a domenica prefestivi e festivi
10 – 13  e  16- 19

dal 13 aprile al 1 maggio tutti i giorni
10 – 13  e  16- 19

luglio tutti i giorni
10 – 13  e  16- 20

dal 1 agosto al 10 settembre tutti i giorni orario continuato
10- 20

Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura

INGRESSO

Intero € 7,00

Ridotto € 5,00
gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 anni, titolari di convenzioni, studenti universitari

Ridotto € 4,00
scolaresche delle scuole primarie e secondarie

Gratuito
bambini fino a 6 anni, diversamente abili con un accompagnatore, un accompagnatore per gruppo, due accompagnatori per scolaresca

candele a candelara

CANDELE A CANDELARA

Candelara è una piccola frazione del Comune di Pesaro, nella Regione Marche, dove montagne e colline degradano dolcemente verso il Mare Adriatico in un suggestivo paesaggio geografico ricco di storia, di cultura e d’arte.

Si trova a 7 km da Pesaro, a 180 metri sul livello del mare, ed è circondata da valli con boschi di querce, macchia, viti, ulivi. Offre un panorama a che spazia dal Mare Adriatico all’Appennino, con i monti Catria, Nerone e Carpegna.

Candelara fu abitata già in epoca preistorica, poi in epoca romana. Tra il VII e l’VIII secolo nasce l’insediamento della Pieve dedicata a Santo Stefano e nei secoli la cittadella fortificata con mura e torri ancora visibili. Nel 1176 vi trovò rifugio l’imperatore Barbarossa, ospite del vescovo di Pesaro, dopo la battaglia di Legnano.

Fu dominata dai Malatesta, signori di Rimini, fino al 1445 quando questi vennero sconfitti dai soldati di Francesco Sforza, Duca di Milano, al comando di Federico da Montefeltro, futuro Duca di Urbino. Il paese di Candelara divenne nei secoli un territorio strettamente agricolo mentre la parte urbanistica è caratterizzata dal Borgo, dal Castello, dalla Pieve e dalla Villa.

La parola latina Candelaria è probabilmente legata, secondo lo storico Luigi Michelini Tocci, a “festum candelarum, cioè ad una fonte di luce, un fuoco, un faro”.

Il nome di Candelara dunque deriva dalle candele che sono diventate da circa due secoli lo stemma del paese.

La manifestazione Candele a Candelara è giunta nel 2016 alla tredicesima edizione, è il primo mercatino natalizio italiano dedicato alle candele e conferma il suo crescente successo prolungando per il quarto anno consecutivo l’iniziativa a tre week-end,  per un totale di 8 giorni di eventi.

Migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia vengono ad ammirare la suggestiva e colorata festa dedicata alle candele, di ambientazione e atmosfera unica.
Candele a Candelara si svolgerà dal 26 novembre all’11 dicembre (nei giorni di sabato 26 e domenica 27 novembre. Ed ancora sabato 3, domenica 4 e giovedì 8, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 in occasione del Ponte dell’Immacolata) nell’antico borgo medievale sulle colline attorno a Pesaro, dove ogni sera la luce artificiale viene spenta per lasciare posto a migliaia di fiammelle accese. Un’atmosfera unica e suggestiva grazie a due spegnimenti programmati dell’illuminazione elettrica di 15 minuti ciascuno (alle 17.30 e 18.30).
Per mezz’ora durante ogni ogni pomeriggio della manifestazione Candelara sarà quindi completamente rischiarata dalla luce calda e rassicurante delle candele. L’orario di apertura della manifestazione è dalle ore 10 alle 21. Al termine del suggestivo appuntamento saranno liberati palloncini luminosi che rischiareranno magicamente il cielo sopra l’antico borgo.
In questa edizione la festa si illumina di nuovissimo ed emozionanti spettacoli e animazioni che accompagneranno il magico evento.

Nel mercatino di Candele a Candelara saranno esposte anche sculture in ferro battuto. Si tratta di silhouettes ornate da centinaia di candeline che disegneranno i personaggi del Presepe nelle via del Borgo.
Nella Sala del Capitano all’ingresso del Castello, trova posto l’ Officina di Babbo Natale con i suoi laboratori dove centinaia di bambini potranno lavorare con creta, cera, carta, legno per realizzare addobbi e figure legate al Natale.

I bambini incontreranno Babbo Natale e potranno consegnargli direttamente una letterina con espressi i propri desideri.
Ci saranno anche una banda musicale formata da 35 Babbo Natale e i tradizionali Babbo Natale con zampogne e cornamuse.

Completeranno il programma i canti natalizi del Coro polifonico Jubilate e la processione di Santa Lucia animata dalle cantanti del coro.

Ci sarà inoltre un collegamento con Pesaro, dove sono previste diverse iniziative legate alla manifestazione che offriranno ulteriori opportunità di svago e intrattenimento. Sarà organizzato un gemellaggio con la Festa del Duca d’Inverno di Urbino con la via della scienza svelata e animata da inaspettate natività rinascimentali; poi con il celebre Presepe a grandezza naturale del Brandani e il Presepe vivente rinascimentale.

I visitatori di Candele a Candelara potranno scoprire a Fano l’incredibile Presepe di Don Marco Polverari, uno dei pochissimi esempi di presepe meccanizzato  che è allestito nel suggestivo sotterraneo settecentesco di Palazzo Fabbri in via Mura San Gallo ed effettuare visite al centro storico della città. Altra meta interessante sarà Gradara, con la visita guidata al castello.

A Frontone si terrà un altro suggestivo mercatino all’interno del “Castello di Babbo Natale”, così come a Mombaroccio dove è organizzata È Natale, Mombaroccio in festa”.
Al Teatro Rossini di Pesaro sabato 10 dicembre alle ore 21,15 si terrà il tradizionale concerto di Natale con l’Orchestra fiati di Candelara (info e biglietti: 333 9759736 Gino).
A Candele a Candelara i visitatori potranno ammirare oltre settanta casette in legno che ospitano oggetti d’artigianato, articoli da regalo e candele d’ogni tipo.

juan diego florez

JUAN DIEGO FLOREZ

Juan Diego Florez è nato nel 1973 a Lima, in Perù, dove ha iniziato i suoi studi musicali proseguiti poi presso il Curtis Institute of Music di Philadelphia.

Siamo particolarmente legati a questo straordinario tenore perché il debutto della sua carriera artistica è avvenuto proprio a Pesaro nel 1996, al Rossini Opera Festival. Da allora Juan Diego Florez vi partecipa tutti gli anni.

Era l’estate del 1996. Juan Diego si trovava già a Pesaro provando Ricciardo e Zoraide per il Rossini Opera Festival. Poco prima dell’apertura del Festival il tenore principale dell’opera Matilde di Shabran, che avrebbe interpretato il ruolo di Corradino, cancellò la sua presenza per malattia. E’ facile immaginare l’imbarazzo degli organizzatori del Festival, che si trovarono a dover cercare un sostituto in grado di sostenere quell’impegnativo ruolo, in un’ opera sconosciuta e a pochi giorni dal debutto. Il Direttore Artistico Luigi Ferrari decise di offrire il ruolo al giovanissimo Juan Diego Florez, di soli 23 anni. Il tenore avrebbe voluto accettarlo immediatamente ma, dimostrando grande professionalità, chiese a Ferrari qualche ora per guardare la partitura durante il pranzo per potere poi decidere se accettare o no. Dopo avere visto le prime pagine della partitura Juan Diego, entusiasta, andò da Ferrari ed accettò l’offerta.

Tutti si diedero immediatamente da fare per preparare in così poco tempo Juan Diego. Il giovane tenore provava le scene senza ancora conoscere la musica, furono giorni frenetici alla fine dei quali il 13 agosto 1996 arrivò il debutto. Il successo fu enorme!

Da quel momento, diversi teatri del mondo s’interessarono al giovane tenore. Tra loro il tempio della lirica per eccellenza: il Teatro alla Scala di Milano. Juan Diego debuttò alla Scala il 7 dicembre 1996, data tradizionale delle inaugurazioni delle stagioni della Scala, a soli 23 anni e sotto la direzione del celebre Maestro Riccardo Muti.

Pensate che Juan Diego aveva visitato la Scala come turista qualche mese prima e, contemplando da uno dei palchi la splendida sala disse: “Qui canterò fra dieci anni”. Non poteva immaginare che quei dieci anni sarebbero stati solo dieci mesi!

Il suo repertorio include 32 opere:

I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula e I Puritani di Bellini; Alahor in Granata, Don Pasquale, Elisabetta, L’Elisir d’Amore, La Fille du Régiment e Maria Stuarda di Donizetti; Armide e Orfeo di Gluck; La Vedova Allegra di Lehar; Il Tutore Burlato di Martín y Soler; L’Etoile du Nord di Mayerbeer; Mitridate di Mozart; Nina ossia la Pazza per Amore di Paisiello; Gianni Schicchi di Puccini; Adelaide di Borgogna, Il Barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Le Comte Ory, L’Italiana in Algeri, Matilde di Shabran, Otello, Semiramide, Il Signor Bruschino, Il Viaggio a Reims e Zelmira di Rossini; Il Cappello di Paglia de Firenze di Rota; Fledermaus di J. Strauss; Falstaff e Rigoletto di Verdi.

Ha collaborato con direttori d’orchestra di fama mondiale come Roberto Abbado, Yves Abel, Riccardo Chailly, Myung-Wun Chung, Gustavo Dudamel, Daniele Gatti, John Elliot Gardiner, Gianluigi Gelmetti, James Levine, Jesús López-Cobos, Michele Mariotti, Neville Marriner, Riccardo Muti, Antonio Pappano, Carlo Rizzi, Christophe Rousset, Nello Santi, Marcello Viotti, Alberto Zedda.

Juan Diego Florez mantiene una relazione stretta con il suo paese,creando una Fondazione in Perú che ha come obbiettivo la creazione di orchestre e cori infantili e giovanili. Il progetto s’ispira al Sistema de Orchestas di Venezuela, ed ha come principale fine togliere a bambini e ragazzi dei settori più vulnerabili della popolazione da diversi pericoli: droghe, delinquenza, prostituzione infantile, etc.

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ROSSINI OPERA FESTIVAL

Dal 10 al 22 agosto 2017 avrà luogo a Pesaro la XXXVIII edizione del Rossini Opera Festival.

Il Rossini Opera Festival è una fondazione promossa dal Comune di Pesaro, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, da Intesa Sanpaolo e dalla Fondazione Scavolini, si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Rossini ed è membro di Opera Europa.

Il tratto distintivo della XXXVIII edizione del  sarà una forte impronta registica.

Aprirà il Rossini Opera Festival il celebre gruppo catalano La Fura dels Baus, reduce dai successi nei maggiori teatri internazionali, che metterà in scena Le siège de Corinthe, prima opera francese di Rossini. A dirigere l’orchestra sarà la celebre bacchetta del maestro Roberto Abbado.

La XXXVIII edizione del Festival vedrà il ritorno a Pesaro di Pier Luigi Pizzi, presenza storica della manifestazione, in una edizione scenicamente rielaborata de La pietra del paragone, un’opera che manca al Festival da ben quindici anni. Alla direzione un nome importante come Daniele Rustioni.

Il Festival giovane propone Il viaggio a Reims e un fitto programma di concerti, incontri e iniziative varie che completeranno come sempre il cartellone, che si concluderà con lo Stabat Mater videotrasmesso in diretta in Piazza del Popolo, la piazza principale della città, dove sorge lo splendido Palazzo Ducale rinascimentale.

XXXVIII ROSSINI OPERA FESTIVAL

Pesaro, 10-22 agosto 2017

Le siège de Corinthe
La pietra del paragone
Torvaldo e Dorliska

Il viaggio a Reims
Accademia Rossiniana
Concerti di Belcanto

Tenors
Rossinimania
Ildar Abdrazakov in concerto
Stabat Mater

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ROSSINI E BARBAJA

Gioachino Rossini e Domenico Barbaja.

Tutti gli anni nella città di Pesaro si tiene il Rossini Opera Festival, che nel 2017 giunge alla sua XXXVIII edizione e attira appassionati di lirica da tutto il mondo.

Perciò nel mese di agosto, durante il ROF, i nostri graditi ospiti sono tutti melomani amanti del Bel Canto ed affezionati a Villa Giulia.

Uno di questi è Philip Eisenbeiss, una persona colta e squisitamente gentile. Appassionato dell’opera, e segnatamente di Gioachino Rossini, dopo approfonditi studi sul melodramma dell’Ottocento e sul bel canto ha dato alle stampe la biografia di Domenico Barbaja (1778-1841) con il titolo di ” Domenico Barbaja, il padrino del bel canto” edito dalla EDT di Torino, una casa editrice molto raffinata nel cui catalogo figura il meglio del mondo dell’Opera Lirica.

Domenico Barbaja da oscuro cameriere di caffè divenne uno degli uomini più potenti della sua epoca grazie a un eccezionale fiuto per il talento musicale e a un’ineguagliata capacità imprenditoriale.

Domenico Barbaja ha dato al mondo dell’opera compositori come Rossini, Donizetti e Bellini, e con un misto di spregiudicatezza, azzardo e intelligenza organizzativa ha saputo costruire un impero economico e politico che si estendeva su tutte le capitali dello spettacolo europeo.

La sua storia, nella quale si mescolano le guerre napoleoniche, il gioco d’azzardo, il melodramma, il bel canto e lo splendore del paesaggio italiano, è stata solidamente documentata e scritta con grande gusto narrativo da Philip Eisenbeiss.

«Ho composto l’Ouverture dell’Otello in una cameretta del palazzo di Barbaja, ove il più calvo e il più feroce degli impresari mi aveva rinchiuso senz’altra cosa che un piatto di maccheroni, e con la minaccia di non poter lasciare la camera, vita durante, finché non avessi scritta l’ultima nota.»

Gioachino Rossini

Philip Eisenbeiss è nato in Germania ed è  vissuto fra Svizzera, Stati Uniti, Italia ed Estremo Oriente. Banchiere e cacciatore di teste per la finanza che vive ora vive ad Hong Kong, è appassionato d’opera, membro del board della Hong Kong Opera ed ha condotto approfonditi studi sul melodramma dell’Ottocento e sul bel canto.

Lo straordinario contrasto fra la passione per la lirica di Philip e il suo lavoro nella super tecnologica Hong Kong può sembrare stridente, ma ci ricorda che “non di solo pane vive l’uomo” ed ha prodotto questa interessantissima ricostruzione di una vita che di per se stessa è un’opera d’arte.

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