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LA PROVINCIA DI PESARO E URBINO

LA PROVINCIA DI PESARO E URBINO

Il territorio della Provincia di Pesaro e Urbino si estende dal mare Adriatico ai monti dell’Appennino.

La costa di Pesaro e Fano ha 35 km di spiagge, per la quasi totalità di sabbia fina, con stabilimenti attrezzati, spiagge libere e spiaggia per cani.

Il Parco Regionale del Monte San Bartolo si trova proprio sopra a Pesaro e, dopo Trieste, costituisce il primo rilevo sul mare Adriatico. Ha falesie a strapiombo sul mare, con ai piedi sottili spiagge di ghiaie e ciottoli ricche di fossili e una meravigliosa vegetazione – boschi di quercia e carpino nero, pino marittimo, giunco e ginestre e forte presenza di uccelli migratori. Notevoli le dimore storiche, come Villa Imperiale, del Genga e Villa Caprile, nonché meravigliosi piccoli borghi medievali come Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo.

Dal mare, nello spazio di pochi chilometri, le dolci colline conducono agli Appennini, con luoghi incontaminati come la riserva naturale della Gola del Furlo e il Parco Regionale del Sasso Simone e Simoncello.

Urbino

Urbino è una delle gemme del Rinascimento italiano, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Si visiteranno il meraviglioso Palazzo Ducale, uno dei maggiori simboli del Rinascimento, le chiese e monumenti di grande interesse come l’Oratorio di San Giovanni, l’Oratorio di San Giuseppe e la casa natale di Raffaello.

la provincia di pesaro e urbino

Fano

Città di origini romane, conserva l’ Arco di Augusto e le mura romane e medievali, la Corte Malatestiana, la Pinacoteca e Museo Archeologico , le tombe dei Malatesta ed il  Teatro della Fortuna: ha un interessante centro storico con belle chiese, tra le quali Santa Maria Nuova con una Annunciazione del Perugino, la Cattedale romanica e bei palazzi.

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Pesaro

Notevoli sono il Palazzo Ducale del XV secolo, i Musei Civici, con la Pinacoteca ed il Museo delle Maioliche, il Museo Archeologico Oliveriano, la casa natale di Gioachino Rossini, la Cattedrale romanica e la Rocca Costanza.

Appena fuori città si trovano le splendide Villa Imperiale sul Monte San Bartolo e Villa Caprile.

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Fossombrone

Anche Fossombrone è una città di origini romane. Interessante il centro storico, la Corte ducale, la Quadreria Cesarini ed il Museo. Poco fuori cittò si trovano l’ Abbazia di San Vincenzo e le Gole del Furlo.

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Pergola

Bellissima cittadina ricca di chiese e palazzi molto notevoli. Da non perdere la visita del Museo dei Bronzi Dorati , la Pinacoteca, il Tempio della Madonna del Sasso.

 

San Leo

La meravigliosa Rocca, la Pieve ed il Duomo.

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Carpegna

Il monumentale Palazzo dei Principi di Carpegna e la Pieve di San Sisto.

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Altre cittadine molto interessanti sono Mondavio, San Lorenzo in Campo, Urbania con il Palazzo Ducale e il Barco., Pennabilli, Apecchio, Cagli, Piobbico con il bellissimo castello dei Brancaleoni.

Tra i luoghi religiosi, assumono particolare interesse il millenario Eremo di Fonte Avellana, l’Abbazia a Lamoli di Borgo Pace, San Tommaso in Foglia a Pesaro, la chiesa di Sant’Agostino a Cantiano, di San Cassiano a Macerata Feltria e quella di Ponte Messa a Pennabilli.

la provincia di pesaro e urbino

Rocche e castelli

Il Castello di Gradara, le rocche di Mondavio e Sassocorvaro, il Castello dei Conti Oliva a Piandimeleto,

Fortificazioni a Montecerignone, Sant’Agata Feltria, Frontone.

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Natura

Mare, colline e monti: un paesaggio incantato in cui spiccano il Parco del Monte San Bartolo a Pesaro, il Parco del Sasso Simone e Simoncello, la Gola del Furlo , il Bosco di Tecchie, le selve ed i percorsi dei monti Carpegna, Catria e Nerone.

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ANCONA

BREVE STORIA

Ancona è la più grande citta delle Marche ed è il capoluogo amministrativo della regione.

Ciononostante non è molto conosciuta e frequentata dai turisti, mentre invece è una città incantevole, con dei dintorni splendidi e un bellissimo mare.

Fu una colonia greca costruita dai siracusani su due colli che fanno da anfiteatro al suo porto, nel 4° secolo a.c..

In seguito divenne romana e sotto l’imperatore Traiano, nel 115 d.c. , vennero costruite le attuali mura del porto, come ricorda l’arco di marmo che troneggia alla fine delle banchine.

Durante il medioevo sia le forze degli imperatori tedeschi, che la Chiesa, che la Repubblica di Venezia fecero si che Ancona non potesse mai realizzarsi come repubblica marinara.

Nel 1532 finì definitivamente nelle mani del Regno Pontifico, che la tenne fino all’Unità d’Italia.

Nemmeno il XX° secolo fu clemente con questa città, che fu devastata dai bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale, e poi subì gravi danni con il terremoto del 1972.

VISITA DELLA CITTA’

Iniziate la vostra passeggiata da Corso Stamira, vicino al porto.

Vedrete dapprima la bella facciata della Chiesa di Sant’Agostino, poi a sinistra arriverete in Piazza della Repubblica, dove iniziano gli altri due corsi della città, Corso Garibaldi e Corso Mazzini, che corrono paralleli a Corso Stamira.

Il Teatro delle Muse, del 19° secolo, si affaccia su Piazza della Repubblica ed è stato da pochi anni riaperto dopo un lunghissimo restauro.

Incamminatevi per Corso Mazzini fino a raggiungere la bella Fontana del Calamo, detta delle 13 Cannelle.

Prima della fontana troverete uno dei nostri posti preferiti di Ancona, il Chiosco di Morena, che offre squisiti frutti di mare con un buon bicchiere di vino: concedetevi una breve sosta e riprendete poi la vostra esplorazione della città!

Tornate in Piazza della Repubblica e prendete Via della Loggia, per vedere la splendida Loggia dei Mercanti, un esempio di tardo gotico veneziano (l’influenza di Venezia si nota spesso in città).

Più avanti incontrerete la facciata di Santa Maria della Piazza, del 13° secolo, con ordini di arcate cieche e belle sculture. Al suo interno, una lastra di vetro nel pavimento consente di vedere i resti della chiesa ancora più antica.

Da Via della Loggia raggiungete Piazza del Plebiscito, che gli anconetani chiamano Piazza del Papa dalla grandissima statua di Papa Clemente XII, che la domina.

Alle sue spalle la facciata della neoclassica Chiesa di San Domenico, con una Crocefissione di Tiziano sopra l’altare maggiore.

Salite la scala in fondo alla piazza, che vi porterà in Via Pizzecolli, dove sarete nel cuore della città antica.

Al numero 17 troverete la Pinacoteca, a Palazzo Bosdari, che ospita opere di Crivelli, Tiziano e Lorenzo Lotto.

Usciti dalla Pinacoteca, proseguite facendo però una sosta in Piazza Stracca, ad ammirare la vista del Porto di Ancona.

Poco più avanti raggiungerete Palazzo Ferretti, sede del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, con una collezione di splendidi vasi, bronzi e gioielli.

Proseguite fino a Piazza del Senato, con un bellissimo palazzo in stile gotico veneziano e poi su per Via Giovanni XXIII raggiungerete le rovine dell’Anfiteatro Romano.

Ancora un piccolo sforzo e raggiungerete la sommità del Colle Guasco, che vi offrirà una incredibile vista del mare.

Su questo colle, al di sopra dell’agitazione della città moderna, giace la più famosa chiesa di Ancona, la medievale Cattedrale di San Ciriaco, un piacevole mix di romanico e gotico.

L’austero interno della chiesa e ricco di tocchi bizantini, un soffitto di legno dipinto in forma di una barca rovesciata, e una cupola a 12 facce.

Nella cripta si possono intravedere i resti di un antico tempio pagano che ha fornito le basi per la chiesa.

Ora fare una passeggiata indietro per un pranzo di pesce o per assaggiare, se non l’avete fatto prima, le ostriche del Chiosco di Morena!

Appena a sud di Ancona sorge la calcare vetta solitaria del Monte Conero il cui pendii ripidi scivolano verso il mare.

Qui si trovano il mare e le spiagge più belle di tutta la costa adriatica settentrionale come Portonovo, Sirolo e Numana.

Sirolo vanta anche il Conero Golf Club.

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IL VERDE ATTORNO A VILLA GIULIA

Le valli del Metauro, del Cesano e del Misa con il Montefeltro e i parchi naturali del Monte San Bartolo e del Monte Conero sono le mete naturalistiche che si raggiungono facilmente in auto dal Relais Villa Giulia. Tutti spettacoli naturali da vedere e da vivere con trekking e passeggiate anche in bicicletta.

Le valli dei fiumi e le colline offrono innumerevoli itinerari enogastronomici dove apprezzare la ricchezza di prodotti tipici marchigiani: la Gola del Furlo sulla via Flaminia, il Tartufo di Acqualagna, celebrato tra tavole e fiere, le dolci colline delle Terre di Frattula, tra il fiume Cesano e le colline di Fano, che accolgono il Relais Villa Giulia tra viti e ulivi e che danno ottimi oli come l’extravergine di oliva dop di Cartoceto e i doc Colli Pesaresi bianco e rosso tra i vini.

Villa Giulia ha pensato anche agli appassionati di cicloturismo che desiderano scoprire questo angolo delle Marche in bicicletta lungo itinerari per bici da strada e trekking bike. Per chi arriva all’hotel in bicicletta, Villa Giulia offre un ricovero biciclette ampio e sicuro e un’officina attrezzata con utensileria per le manutenzioni e riparazioni nonché molti itinerari mappati, descritti e tracciati con GPS. Gli itinerari sono stati studiati e provati da cicloturisti esperti che hanno curato anche con particolare attenzione i luoghi di interesse naturalistico e culturale, le curiosità e i punti di ristoro tipici, dove fare una sosta con specialità marchigiane e buon vino.

 

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BORGHI ATTORNO A VILLA GIULIA

Villa Giulia è letteralmente circondata da piccoli e grandi borghi medievali, perfetti per gli appassionati di storia e soprattutto di gesta di “donne, cavalieri, armi e amori”.

Malatesta, Montefeltro, Della Rovere sono le famiglie di Signori e condottieri che si avvicendarono in terra marchigiana dal medioevo al Seicento.

In questi secoli, guerre, cultura e arte dei Signori hanno creato borghi, rocche e città, alcune arrivate a noi praticamente intatte come il malatestiano castello di Gradara dei versi di Dante per Paolo e Francesca, a mezz’ora dal Relais Villa Giulia, oppure la rocca di Mondavio (a 30 km) dei Della Rovere, che vollero come direttore dei lavori Francesco di Giorgio Martini, il genio dell’architettura militare rinascimentale.

Notevoli anche le mura possenti di Corinaldo (a 38 km), e la Rocca di San Leo e quella di Offagna, che si raggiungono percorrendo qualche chilometro in più.

 

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MARE E SPIAGGE

Il Relais Villa Giulia è situato a poche centinaia di metri in linea d’aria dalle spiagge tra Fano e Pesaro, nelle Marche, spiagge che ospitano stabilimenti balneari adatti a tutta la famiglia. Gli ospiti hanno dunque la possibilità di raggiungere il mare anche con una passeggiata di pochi minuti. Chi invece volesse scoprire altri angoli balneari del territorio ha solo l’imbarazzo della scelta.

Ci troviamo infatti in quel tratto di litorale chiamato Riviera delle Colline per i declivi che scendono al mare tra paesaggi dolcissimi ma anche con spettacolari falesie strapiombanti.

Seguendo la costa adriatica partendo da nord infatti, le Marche sono la prima regione in cui le colline si tuffano letteralmente sul mare, dopo centinaia e centinaia di chilometri di litorale completamente sabbioso. A parte la spettacolarità del panorama, ne risente in positivo anche la limpidezza delle acque.
Il Parco Naturale del Monte San Bartolo (distante 11 km da Villa Giulia) tutela la spiaggia selvaggia di Fiorenzuola di Focara mentre gli stabilimenti balneari con ogni attrezzatura e comodità sono a Gabicce Mare (24 km da Villa Giulia), a Pesaro (7 km) e a Fano (3 km).
Dal relais la Riviera del Conero, incastonata come una gemma candida tra il verde del Parco del Conero e il mare turchese, dista un’ora di auto. Qui troverete le bellissime spiaggette delle Due sorelle, dei Sassi neri (in verità bianchissima) e dei Gabbiani; il trekking nel Parco con viste panoramiche e mozzafiato, sono assolutamente da provare in una vacanza al mare nelle Marche.

 

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CANDELARA

Secondo lo storico Luigi Michelini Tocci il toponimo di Candelara – dal latino Candelaria – è da ricercarsi ad una fonte di luce, ad un fuoco, ad un faro. Mentre gli studiosi locali, raccogliendo comunicazioni orali tramandatesi nei secoli, indicano la leggenda secondo cui un signore di Pesaro, volendo costruire un castello in questa zona, fece accendere tre candele in tre posti diversi del borgo. Nel luogo in cui non si fosse spenta, egli avrebbe poi costruito il suo castello. Il nome di Candelara dunque deriverebbe proprio dalle candele che sono diventate dagli inizi di due secoli fa lo stemma del paese.
Il castello di Candelara fu costruito attorno al IX-X secolo. Il complesso era ritenuto piuttosto sicuro, tanto che il vescovo di Pesaro decise di ospitarvi Federico Barbarossa dopo la sconfitta di Legnano avvenuta nel 1176. Quasi tre secoli più tardi, sotto le mura del castello di Candelara ebbero fine le lotte tra  le famiglie dei Montefeltro e dei Malatesti che per anni si erano contese il dominio sul territorio: Federico da Montefeltro  alla testa dell’esercito degli Sforza prese d’assedio il castello e costrinse i Malatesti alla resa. Questo fu l’ultimo fatto d’arme che vide Candelara protagonista. Il destino del castello poi coincise con quello della città di Pesaro da cui ormai dipendeva.
Candelara era già abitata probabilmente ai tempi dei Romani: dove oggi sorge la Pieve era anticamente presente un tempio pagano. La chiesa venne eretta in epoca medioevale ma è grazie alla famiglia Malatesti che, a metà quattrocento, il complesso venne restaurato e assunse la struttura ancora oggi visibile. La pianta a croce greca e lo stile architettonico tardo gotico ne costituiscono la particolarità. Come molte pievi antiche gli interni erano quasi completamente affrescati: oggi ne sono visibili alcuni frammenti.
I diversi quadri sono stati eseguiti tra il 1500 e il 1700 da importanti artisti del pesarese, come Pompeo Morganti e Giovanni Venanzi. Fa eccezione la Madonna del Rosario del veneto Claudio Ridolfi, in cui una bellissima Vergine contornata da angeli domina la scena. Altre opere di pregevole valore artistico sono l’organo del 1700 ancora perfettamente funzionante e la Via Crucis la cui unica altra fusione è stata realizzata per il Vaticano. Recente l’acqisizione dell’icona il battesimo realizzata dall’iconografa Francesca Pari posta vicino all’antico battistero.
A poca distanza dalla Pieve, immersa nel paesaggio rurale si trova Villa Berloni. Le origini della costruzione risalgono al 1300, quando venne edificata una torre di avvistamento per difendere il territorio in un periodo in cui frequenti erano gli scontri tra Malatesti e Montefeltro. Con la fine delle ostilità la torre fu venduta all’importante famiglia degli Abati Olivieri che ne fece una residenza vacanziera. La villa conobbe il periodo di massimo splendore nel 1700, quando, su commissione dei nuovi proprietari, la famiglia Almerici, venne restaurata dal famoso architetto Luigi Vanvitelli al quale si deve l’aggiunta delle strutture laterali che ricordano i bastioni delle rocche quattrocentesche. Successivamente la villa andò incontro ad un progressivo e lento degrado, raggiungendo l’apice durante la seconda guerra mondiale quando venne utilizzata come rifugio per gli sfollati e depredata di tutti i suoi arredi. Nel 1980 venne acquistata dalla famiglia Berloni e completamente risistemata, riarredata e restaurata, così da riportarla ai fasti di metà settecento. Gli arredi appartengono a epoche diverse, ma sono stati accostati in modo da creare un effetto il più possibile elegante e armonico. Oltre a vari pezzi d’antiquariato del 1600-1700, sono da ammirare le opere pittoriche, tra cui la Sibilla Cumana probabilmente attribuibile al Guercino.