rossini opera festival

ROSSINI OPERA FESTIVAL

Dal 10 al 22 agosto 2017 avrà luogo a Pesaro la XXXVIII edizione del Rossini Opera Festival.

Il Rossini Opera Festival è una fondazione promossa dal Comune di Pesaro, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, da Intesa Sanpaolo e dalla Fondazione Scavolini, si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Rossini ed è membro di Opera Europa.

Il tratto distintivo della XXXVIII edizione del  sarà una forte impronta registica.

Aprirà il Rossini Opera Festival il celebre gruppo catalano La Fura dels Baus, reduce dai successi nei maggiori teatri internazionali, che metterà in scena Le siège de Corinthe, prima opera francese di Rossini. A dirigere l’orchestra sarà la celebre bacchetta del maestro Roberto Abbado.

La XXXVIII edizione del Festival vedrà il ritorno a Pesaro di Pier Luigi Pizzi, presenza storica della manifestazione, in una edizione scenicamente rielaborata de La pietra del paragone, un’opera che manca al Festival da ben quindici anni. Alla direzione un nome importante come Daniele Rustioni.

Il Festival giovane propone Il viaggio a Reims e un fitto programma di concerti, incontri e iniziative varie che completeranno come sempre il cartellone, che si concluderà con lo Stabat Mater videotrasmesso in diretta in Piazza del Popolo, la piazza principale della città, dove sorge lo splendido Palazzo Ducale rinascimentale.

XXXVIII ROSSINI OPERA FESTIVAL

Pesaro, 10-22 agosto 2017

Le siège de Corinthe
La pietra del paragone
Torvaldo e Dorliska

Il viaggio a Reims
Accademia Rossiniana
Concerti di Belcanto

Tenors
Rossinimania
Ildar Abdrazakov in concerto
Stabat Mater

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IL LINGUAGGIO DEI FIORI

Il linguaggio dei fiori è importantissimo e vi deve guidare nella scelta dei fiori che compongono il bouquet e che caratterizzeranno le decorazioni della cerimonia e del ricevimento riflettendo, come l’abito, la personalità e lo stile della sposa.

Amiamo particolarmente i deliziosi bouquet di fiori ed erbe selvatiche, ma anche le reinterpretazioni del bouquet classico con l’inclusione di eleganti nastri o preziose stoffe. Le erbe aromatiche dei nostri giardini offrono bellissimi spunti anche per bouquet da polso, boutonnieres per lo sposo e i suoi compari di anello e graziosi bouquet per le damigelle.

il linguaggio dei fiori

In Italia a partire dal 1700 il linguaggio dei fiori iniziò ad assumere il suo significato, quando pittori e scrittori associarono colori, profumi e immagini dei fiori a particolari comportamenti o qualità umane.

A differenza di oggi, all’epoca non era uso di esprimere emozioni, quindi uomini e donne iniziarono a usare il linguaggio dei fiori con la loro bellezza e i loro colori per esprimere e dimostrare i loro pensieri ed i loro sentimenti.

il linguaggio dei fiori

Nell’antichità i bouquet delle spose erano composti con erbe selvatiche e spezie, perché si pensava che il forte profumo delle erbe avrebbe tenuto lontani gli spiriti cattivi, la sfortuna e la cattiva salute, e per questo motivo l’aglio e l’erba cipollina erano molto popolari.

Il bouquet è considerato un simbolo di felicità e si dice che la ragazza non ancora maritata che raccoglierà il bouquet lanciato dalla sposa si sposerà entro l’anno!

Queste indicazioni vi saranno utili per utilizzare il linguaggio dei fiori, per dare un profondo significato ai fiori che sceglierete per le decorazioni e il bouquet del vostro matrimonio:

Amaryllis: Splendida bellezza

Aster: Sentimenti sinceri

Amaranto: Amore immortale

Garofano: Amore puro e profondo. Eleganza.

Calla: Magnifica bellezza

Crocus: Letizia

Dalia: Eleganza e rango

Edera: Fedeltà. Amore coniugale

Felce: Purezza

Fiori d’arancio: Amore eterno

Camelia: Gratitudine. Eccellenza

Margherita: Innocenza. Semplicità

Nontiscordardimè: Amore vero, che non fa dimenticare. Voto d’amore

Fucsia: Desiderio

Erica: Adorazione. Protezione

Gardenia: Gioia. Simpatia

Giacinto: Bellezza

Iris: Un messaggio per te. Purezza

Gelsomino: Amabilità

Lavanda: Devozione

Verbena: Unità

Lillà: Pure emozioni d’amore

Giglio: Primo amore. Luce. Felicità

Mughetto: Felicità

Mimosa: Sensibilità

Magnolia: Perseveranza

Mirto: Energia. Potere dell’amore. Devozione. Amore completo love

Calendula: Sacro affetto

Menta: Prosperità. Buoni sentimenti

Vischio: Fortuna. Felicità

Peonia: Dolcezza. Matrimonio felice

Rosa rossa: Amore. Rispetto. Coraggio e passione

Violetta: Fedeltà

Veronica: Fedeltà

 

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MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLE MARCHE

Il turista che visita Ancona non potrà mancare una tappa al Museo Archeologico Nazionale delle Marche.

Il Gabinetto Archeologico della Commissione dei Monumenti delle Marche viene istituito nel 1860 e diviene il Museo Archeologico Nazionale delle Marche nel 1906.

Ha sede ad Ancona, nello splendido Palazzo Ferretti. Il prospetto esterno del palazzo è attribuito al Sangallo, e la sua costruzione inizia nella metà del XVI secolo.

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Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ha subito negli anni diverse prolungate chiusure, dovute alla Seconda Guerra Mondiale, quando Ancona fu pesantemente bombardata dagli alleati, e in seguito al terremoto del 1972, che ne vide la chiusura per ben 16 anni.

Ora possiamo dire che offre un raro, completo e ricco panorama storico della regione.

I reperti esposti provenienti dai complessi archeologici marchigiani vanno dalla preistoria fino all’età romana.

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Il museo è diviso in 5 sezioni, che sono la Sezione Preistorica (dal Paleolitico all’età del Bronzo), la Sezione Protostorica (dalla prima Età del Ferro a tutto lo sviluppo della Civiltà Picena e di quella Gallica), la Sezione Ellenistica, la Sezione Romana, quella Medievale ed il Medagliere.

 

Palazzo Ferretti inoltre offre un meraviglioso percorso di visita attraverso il terrazzo pensile, lo scalone monumentale, gli affreschi di Pellegrino Tibaldi del primo piano e quello dello Zuccari al terzo piano, oltre agli affreschi settecenteschi.

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Potrete completare la visita del Museo con quella delle strutture del Foro Romano, che sono antistanti all’ingresso del palazzo e la visita all’Anfiteatro Romano di Ancona, che assieme all’Arco di Traiano è la più importante opera architettonica di epoca romana della città.L’Anfiteatro Romano di Ancona è situato a circa 50mt sul livello del mare e si trova tra i colli Guasco e Cappuccini, in una posizione splendida e dominante il mare e la città

 

Museo Archeologico Nazionale delle Marche

Indirizzo: via Ferretti, 6 – Ancona 60121

Orario: 8.30 – 19.30

Chiuso: il Lunedì, il 25 dicembre, il 1 gennaio, il 1 maggio.

Informazioni: Biglietteria Museo tel. 071202602  –  Fax 071 2083233

sar-mar.an.museoarcheo@beniculturali.it

 

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VITRUVIO E FANO

A Fano ha sede il Centro Studi Vitruviani, che si occupa di raccogliere e gestire una banca dati cartacea ed informatica dell’opera vitruviana e dei suoi effetti sullo sviluppo dell’architettura e della cultura del mondo occidentale, promuovere e diffondere l’opera di Vitruvio, i suoi specifici esiti nelle epoche successive e l’archeologia classica fanese e della Provincia di Pesaro e Urbino.

Vi vogliamo raccontare l’affascinate storia di Vitruvio e della Basilica di Vitruvio di Fano, sua opera somma per “autorevolezza e magnificenza” (summam dignitatem et venustatem) come la descrive lo stesso autore, il quale afferma di averne curato la costruzione (conlocavi curavique).

Purtroppo, e sembra incredibile, la Basilica di Vitruvio di Fano non è mai stata localizzata, ma le nuove tecnologie hanno permesso di farne una ricostruzione degna di fede.

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Secondo alcuni studiosi, nonostante l’accurata descrizione fattane da Vitruvio, la Basilica potrebbe addirittura non essere mai stata costruita, ma aldilà della sua realizzazione, il nostro interesse va al disegno ed alla sua interpretazione

Marco Vitruvio Pollione visse tra l’ 80 e il 20 a.C.. La sua carriera iniziò al tempo di Cesare, quando fu responsabile delle macchine belliche, proseguì al servizio di Ottaviano e si concluse all’inizio del principato. La costruzione della Basilica di Fano si può fare risalire a questo ultimo periodo della sua vita in cui, alla fine del suo servizio, occupò una posizione di responsabilità nella Colonia Iulia Fanestris.

Vitruvio non fu molto famoso tra i suoi contemporanei ma conobbe una fama straordinaria a partire dall’ età medievale.

Il suo trattato De Architectura, del 27 a.C. è una vera e propria enciclopedia dell’architettura e non solo, dato che al suo interno si possono trovare notizie su materiali, tecniche costruttive, tipologie edilizie, opere idrauliche, ma anche digressioni astronomiche e astrologiche, elementi di gnomonica, di musica e di meccanica.

Il De Architectura darà il canone dell’armonia alla cultura occidentale, che altro non è che il canone della bellezza, che sta nel perfetto rapporto delle parti con il tutto: “la bellezza nasce dalle proporzioni”.

Il celebre disegno di Leonardo, l’Uomo Vitruviano, rappresenta il ponte tra l’antico e il moderno.

E’ Vitruvio che codifica gli ordini architettonici, vera grammatica dell’architettura classica, nelle forme e nelle proporzioni, e la sua eredità ha affascinato influenzato moltissimi artisti ed architetti, come il Vignola, Leon Battista Alberti, Bramante, Leonardo, Palladio e Raffaello.

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Palladio – Basilica di Vitruvio
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Sangallo – Basilica di Vitruvio
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Viviani – Basilica di Vitruvio
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ROSSINI E BARBAJA

Gioachino Rossini e Domenico Barbaja.

Tutti gli anni nella città di Pesaro si tiene il Rossini Opera Festival, che nel 2017 giunge alla sua XXXVIII edizione e attira appassionati di lirica da tutto il mondo.

Perciò nel mese di agosto, durante il ROF, i nostri graditi ospiti sono tutti melomani amanti del Bel Canto ed affezionati a Villa Giulia.

Uno di questi è Philip Eisenbeiss, una persona colta e squisitamente gentile. Appassionato dell’opera, e segnatamente di Gioachino Rossini, dopo approfonditi studi sul melodramma dell’Ottocento e sul bel canto ha dato alle stampe la biografia di Domenico Barbaja (1778-1841) con il titolo di ” Domenico Barbaja, il padrino del bel canto” edito dalla EDT di Torino, una casa editrice molto raffinata nel cui catalogo figura il meglio del mondo dell’Opera Lirica.

Domenico Barbaja da oscuro cameriere di caffè divenne uno degli uomini più potenti della sua epoca grazie a un eccezionale fiuto per il talento musicale e a un’ineguagliata capacità imprenditoriale.

Domenico Barbaja ha dato al mondo dell’opera compositori come Rossini, Donizetti e Bellini, e con un misto di spregiudicatezza, azzardo e intelligenza organizzativa ha saputo costruire un impero economico e politico che si estendeva su tutte le capitali dello spettacolo europeo.

La sua storia, nella quale si mescolano le guerre napoleoniche, il gioco d’azzardo, il melodramma, il bel canto e lo splendore del paesaggio italiano, è stata solidamente documentata e scritta con grande gusto narrativo da Philip Eisenbeiss.

«Ho composto l’Ouverture dell’Otello in una cameretta del palazzo di Barbaja, ove il più calvo e il più feroce degli impresari mi aveva rinchiuso senz’altra cosa che un piatto di maccheroni, e con la minaccia di non poter lasciare la camera, vita durante, finché non avessi scritta l’ultima nota.»

Gioachino Rossini

Philip Eisenbeiss è nato in Germania ed è  vissuto fra Svizzera, Stati Uniti, Italia ed Estremo Oriente. Banchiere e cacciatore di teste per la finanza che vive ora vive ad Hong Kong, è appassionato d’opera, membro del board della Hong Kong Opera ed ha condotto approfonditi studi sul melodramma dell’Ottocento e sul bel canto.

Lo straordinario contrasto fra la passione per la lirica di Philip e il suo lavoro nella super tecnologica Hong Kong può sembrare stridente, ma ci ricorda che “non di solo pane vive l’uomo” ed ha prodotto questa interessantissima ricostruzione di una vita che di per se stessa è un’opera d’arte.

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KOKORO ABBIGLIAMENTO DONNA

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Durante il vostro soggiorno a Villa Giulia non potrete mancare di vistare Senigallia, famosa per la “Spiaggia di velluto” e la Rotonda a Mare, simbolo turistico della città sin dal 1933 e suggestivo ritrovo dei villeggianti d’elite durante la stagione balneare, ma ancor di più per il centro storico, raccolto, molto bello e che dai portici Hercolani si affaccia sul fiume Misa.

Il centro storico di Senigallia, con la Rocca Roveresca, il Palazzo del Duca Guidobaldo della Rovere, Piazza Roma con il seicentesco Palazzo del Governo, il Foro Annonario e molti altri monumenti di cui vi parleremo in un articolo dedicato a questa bella città, ospita Kokoro, il negozio di Nadia e Roberta.

Kokoro è caldo ed accogliente, come le proprietarie, che vi sapranno consigliare i capi e gli accessori che più si adattano a voi.

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La loro filosofia è di non forzare mai le loro clienti all’acquisto, perchè tengono molto di più alla fidelizzazione che si ottiene con un rapporto sincero ed amichevole, piuttosto che con il forzare ad acquisti che poi non ci soddisfano e che quindi non fanno venire voglia di ritornare.

Da Kokoro potrete trovare un genere di abbigliamento classico ma anche sportivo, mai banale ed a prezzi accessibili. Inoltre Nadia e Roberta propongono sempre delle chicche, come borse e bigiotteria realizzati a mano, quindi tutti articoli diversi l’uno dall’altro, semplici ma di grande gusto.

Un dettaglio importantissimo: per le eventuali modifiche ai vostri acquisti Kokoro si serve di una sarta eccezionale! La sarta di Nadia e Roberta è davvero in grado di compiere “miracoli” nelle modifiche che riterrete necessario apportare ai capi di abbigliamento che avete scelto.

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Uscirete da Kokoro ancora più soddisfatte dei vostri acquisti perchè Nadia e Roberta curano in maniera particolare, anzi unica, il packaging!

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Kokoro si trova in via Pisacane 10/12 a Senigallia.

Kokoro

Tel.071 792 5141