CANDELE A CANDELARA

Candelara è una piccola frazione del Comune di Pesaro, nella Regione Marche, dove montagne e colline degradano dolcemente verso il Mare Adriatico in un suggestivo paesaggio geografico ricco di storia, di cultura e d’arte.

Si trova a 7 km da Pesaro, a 180 metri sul livello del mare, ed è circondata da valli con boschi di querce, macchia, viti, ulivi. Offre un panorama a che spazia dal Mare Adriatico all’Appennino, con i monti Catria, Nerone e Carpegna.

Candelara fu abitata già in epoca preistorica, poi in epoca romana. Tra il VII e l’VIII secolo nasce l’insediamento della Pieve dedicata a Santo Stefano e nei secoli la cittadella fortificata con mura e torri ancora visibili. Nel 1176 vi trovò rifugio l’imperatore Barbarossa, ospite del vescovo di Pesaro, dopo la battaglia di Legnano.

Fu dominata dai Malatesta, signori di Rimini, fino al 1445 quando questi vennero sconfitti dai soldati di Francesco Sforza, Duca di Milano, al comando di Federico da Montefeltro, futuro Duca di Urbino. Il paese di Candelara divenne nei secoli un territorio strettamente agricolo mentre la parte urbanistica è caratterizzata dal Borgo, dal Castello, dalla Pieve e dalla Villa.

La parola latina Candelaria è probabilmente legata, secondo lo storico Luigi Michelini Tocci, a “festum candelarum, cioè ad una fonte di luce, un fuoco, un faro”.

Il nome di Candelara dunque deriva dalle candele che sono diventate da circa due secoli lo stemma del paese.

La manifestazione Candele a Candelara è giunta nel 2016 alla tredicesima edizione, è il primo mercatino natalizio italiano dedicato alle candele e conferma il suo crescente successo prolungando per il quarto anno consecutivo l’iniziativa a tre week-end,  per un totale di 8 giorni di eventi.

Migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia vengono ad ammirare la suggestiva e colorata festa dedicata alle candele, di ambientazione e atmosfera unica.
Candele a Candelara si svolgerà dal 26 novembre all’11 dicembre (nei giorni di sabato 26 e domenica 27 novembre. Ed ancora sabato 3, domenica 4 e giovedì 8, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 in occasione del Ponte dell’Immacolata) nell’antico borgo medievale sulle colline attorno a Pesaro, dove ogni sera la luce artificiale viene spenta per lasciare posto a migliaia di fiammelle accese. Un’atmosfera unica e suggestiva grazie a due spegnimenti programmati dell’illuminazione elettrica di 15 minuti ciascuno (alle 17.30 e 18.30).
Per mezz’ora durante ogni ogni pomeriggio della manifestazione Candelara sarà quindi completamente rischiarata dalla luce calda e rassicurante delle candele. L’orario di apertura della manifestazione è dalle ore 10 alle 21. Al termine del suggestivo appuntamento saranno liberati palloncini luminosi che rischiareranno magicamente il cielo sopra l’antico borgo.
In questa edizione la festa si illumina di nuovissimo ed emozionanti spettacoli e animazioni che accompagneranno il magico evento.

Nel mercatino di Candele a Candelara saranno esposte anche sculture in ferro battuto. Si tratta di silhouettes ornate da centinaia di candeline che disegneranno i personaggi del Presepe nelle via del Borgo.
Nella Sala del Capitano all’ingresso del Castello, trova posto l’ Officina di Babbo Natale con i suoi laboratori dove centinaia di bambini potranno lavorare con creta, cera, carta, legno per realizzare addobbi e figure legate al Natale.

I bambini incontreranno Babbo Natale e potranno consegnargli direttamente una letterina con espressi i propri desideri.
Ci saranno anche una banda musicale formata da 35 Babbo Natale e i tradizionali Babbo Natale con zampogne e cornamuse.

Completeranno il programma i canti natalizi del Coro polifonico Jubilate e la processione di Santa Lucia animata dalle cantanti del coro.

Ci sarà inoltre un collegamento con Pesaro, dove sono previste diverse iniziative legate alla manifestazione che offriranno ulteriori opportunità di svago e intrattenimento. Sarà organizzato un gemellaggio con la Festa del Duca d’Inverno di Urbino con la via della scienza svelata e animata da inaspettate natività rinascimentali; poi con il celebre Presepe a grandezza naturale del Brandani e il Presepe vivente rinascimentale.

I visitatori di Candele a Candelara potranno scoprire a Fano l’incredibile Presepe di Don Marco Polverari, uno dei pochissimi esempi di presepe meccanizzato  che è allestito nel suggestivo sotterraneo settecentesco di Palazzo Fabbri in via Mura San Gallo ed effettuare visite al centro storico della città. Altra meta interessante sarà Gradara, con la visita guidata al castello.

A Frontone si terrà un altro suggestivo mercatino all’interno del “Castello di Babbo Natale”, così come a Mombaroccio dove è organizzata È Natale, Mombaroccio in festa”.
Al Teatro Rossini di Pesaro sabato 10 dicembre alle ore 21,15 si terrà il tradizionale concerto di Natale con l’Orchestra fiati di Candelara (info e biglietti: 333 9759736 Gino).
A Candele a Candelara i visitatori potranno ammirare oltre settanta casette in legno che ospitano oggetti d’artigianato, articoli da regalo e candele d’ogni tipo.

juan diego florez

JUAN DIEGO FLOREZ

Juan Diego Florez è nato nel 1973 a Lima, in Perù, dove ha iniziato i suoi studi musicali proseguiti poi presso il Curtis Institute of Music di Philadelphia.

Siamo particolarmente legati a questo straordinario tenore perché il debutto della sua carriera artistica è avvenuto proprio a Pesaro nel 1996, al Rossini Opera Festival. Da allora Juan Diego Florez vi partecipa tutti gli anni.

Era l’estate del 1996. Juan Diego si trovava già a Pesaro provando Ricciardo e Zoraide per il Rossini Opera Festival. Poco prima dell’apertura del Festival il tenore principale dell’opera Matilde di Shabran, che avrebbe interpretato il ruolo di Corradino, cancellò la sua presenza per malattia. E’ facile immaginare l’imbarazzo degli organizzatori del Festival, che si trovarono a dover cercare un sostituto in grado di sostenere quell’impegnativo ruolo, in un’ opera sconosciuta e a pochi giorni dal debutto. Il Direttore Artistico Luigi Ferrari decise di offrire il ruolo al giovanissimo Juan Diego Florez, di soli 23 anni. Il tenore avrebbe voluto accettarlo immediatamente ma, dimostrando grande professionalità, chiese a Ferrari qualche ora per guardare la partitura durante il pranzo per potere poi decidere se accettare o no. Dopo avere visto le prime pagine della partitura Juan Diego, entusiasta, andò da Ferrari ed accettò l’offerta.

Tutti si diedero immediatamente da fare per preparare in così poco tempo Juan Diego. Il giovane tenore provava le scene senza ancora conoscere la musica, furono giorni frenetici alla fine dei quali il 13 agosto 1996 arrivò il debutto. Il successo fu enorme!

Da quel momento, diversi teatri del mondo s’interessarono al giovane tenore. Tra loro il tempio della lirica per eccellenza: il Teatro alla Scala di Milano. Juan Diego debuttò alla Scala il 7 dicembre 1996, data tradizionale delle inaugurazioni delle stagioni della Scala, a soli 23 anni e sotto la direzione del celebre Maestro Riccardo Muti.

Pensate che Juan Diego aveva visitato la Scala come turista qualche mese prima e, contemplando da uno dei palchi la splendida sala disse: “Qui canterò fra dieci anni”. Non poteva immaginare che quei dieci anni sarebbero stati solo dieci mesi!

Il suo repertorio include 32 opere:

I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula e I Puritani di Bellini; Alahor in Granata, Don Pasquale, Elisabetta, L’Elisir d’Amore, La Fille du Régiment e Maria Stuarda di Donizetti; Armide e Orfeo di Gluck; La Vedova Allegra di Lehar; Il Tutore Burlato di Martín y Soler; L’Etoile du Nord di Mayerbeer; Mitridate di Mozart; Nina ossia la Pazza per Amore di Paisiello; Gianni Schicchi di Puccini; Adelaide di Borgogna, Il Barbiere di Siviglia, La Cenerentola, Le Comte Ory, L’Italiana in Algeri, Matilde di Shabran, Otello, Semiramide, Il Signor Bruschino, Il Viaggio a Reims e Zelmira di Rossini; Il Cappello di Paglia de Firenze di Rota; Fledermaus di J. Strauss; Falstaff e Rigoletto di Verdi.

Ha collaborato con direttori d’orchestra di fama mondiale come Roberto Abbado, Yves Abel, Riccardo Chailly, Myung-Wun Chung, Gustavo Dudamel, Daniele Gatti, John Elliot Gardiner, Gianluigi Gelmetti, James Levine, Jesús López-Cobos, Michele Mariotti, Neville Marriner, Riccardo Muti, Antonio Pappano, Carlo Rizzi, Christophe Rousset, Nello Santi, Marcello Viotti, Alberto Zedda.

Juan Diego Florez mantiene una relazione stretta con il suo paese,creando una Fondazione in Perú che ha come obbiettivo la creazione di orchestre e cori infantili e giovanili. Il progetto s’ispira al Sistema de Orchestas di Venezuela, ed ha come principale fine togliere a bambini e ragazzi dei settori più vulnerabili della popolazione da diversi pericoli: droghe, delinquenza, prostituzione infantile, etc.

rossini opera festival

ROSSINI OPERA FESTIVAL

Dal 10 al 22 agosto 2017 avrà luogo a Pesaro la XXXVIII edizione del Rossini Opera Festival.

Il Rossini Opera Festival è una fondazione promossa dal Comune di Pesaro, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, da Intesa Sanpaolo e dalla Fondazione Scavolini, si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Rossini ed è membro di Opera Europa.

Il tratto distintivo della XXXVIII edizione del  sarà una forte impronta registica.

Aprirà il Rossini Opera Festival il celebre gruppo catalano La Fura dels Baus, reduce dai successi nei maggiori teatri internazionali, che metterà in scena Le siège de Corinthe, prima opera francese di Rossini. A dirigere l’orchestra sarà la celebre bacchetta del maestro Roberto Abbado.

La XXXVIII edizione del Festival vedrà il ritorno a Pesaro di Pier Luigi Pizzi, presenza storica della manifestazione, in una edizione scenicamente rielaborata de La pietra del paragone, un’opera che manca al Festival da ben quindici anni. Alla direzione un nome importante come Daniele Rustioni.

Il Festival giovane propone Il viaggio a Reims e un fitto programma di concerti, incontri e iniziative varie che completeranno come sempre il cartellone, che si concluderà con lo Stabat Mater videotrasmesso in diretta in Piazza del Popolo, la piazza principale della città, dove sorge lo splendido Palazzo Ducale rinascimentale.

XXXVIII ROSSINI OPERA FESTIVAL

Pesaro, 10-22 agosto 2017

Le siège de Corinthe
La pietra del paragone
Torvaldo e Dorliska

Il viaggio a Reims
Accademia Rossiniana
Concerti di Belcanto

Tenors
Rossinimania
Ildar Abdrazakov in concerto
Stabat Mater

margherite-a-villa-giulia

IL LINGUAGGIO DEI FIORI

Il linguaggio dei fiori è importantissimo e vi deve guidare nella scelta dei fiori che compongono il bouquet e che caratterizzeranno le decorazioni della cerimonia e del ricevimento riflettendo, come l’abito, la personalità e lo stile della sposa.

Amiamo particolarmente i deliziosi bouquet di fiori ed erbe selvatiche, ma anche le reinterpretazioni del bouquet classico con l’inclusione di eleganti nastri o preziose stoffe. Le erbe aromatiche dei nostri giardini offrono bellissimi spunti anche per bouquet da polso, boutonnieres per lo sposo e i suoi compari di anello e graziosi bouquet per le damigelle.

il linguaggio dei fiori

In Italia a partire dal 1700 il linguaggio dei fiori iniziò ad assumere il suo significato, quando pittori e scrittori associarono colori, profumi e immagini dei fiori a particolari comportamenti o qualità umane.

A differenza di oggi, all’epoca non era uso di esprimere emozioni, quindi uomini e donne iniziarono a usare il linguaggio dei fiori con la loro bellezza e i loro colori per esprimere e dimostrare i loro pensieri ed i loro sentimenti.

il linguaggio dei fiori

Nell’antichità i bouquet delle spose erano composti con erbe selvatiche e spezie, perché si pensava che il forte profumo delle erbe avrebbe tenuto lontani gli spiriti cattivi, la sfortuna e la cattiva salute, e per questo motivo l’aglio e l’erba cipollina erano molto popolari.

Il bouquet è considerato un simbolo di felicità e si dice che la ragazza non ancora maritata che raccoglierà il bouquet lanciato dalla sposa si sposerà entro l’anno!

Queste indicazioni vi saranno utili per utilizzare il linguaggio dei fiori, per dare un profondo significato ai fiori che sceglierete per le decorazioni e il bouquet del vostro matrimonio:

Amaryllis: Splendida bellezza

Aster: Sentimenti sinceri

Amaranto: Amore immortale

Garofano: Amore puro e profondo. Eleganza.

Calla: Magnifica bellezza

Crocus: Letizia

Dalia: Eleganza e rango

Edera: Fedeltà. Amore coniugale

Felce: Purezza

Fiori d’arancio: Amore eterno

Camelia: Gratitudine. Eccellenza

Margherita: Innocenza. Semplicità

Nontiscordardimè: Amore vero, che non fa dimenticare. Voto d’amore

Fucsia: Desiderio

Erica: Adorazione. Protezione

Gardenia: Gioia. Simpatia

Giacinto: Bellezza

Iris: Un messaggio per te. Purezza

Gelsomino: Amabilità

Lavanda: Devozione

Verbena: Unità

Lillà: Pure emozioni d’amore

Giglio: Primo amore. Luce. Felicità

Mughetto: Felicità

Mimosa: Sensibilità

Magnolia: Perseveranza

Mirto: Energia. Potere dell’amore. Devozione. Amore completo love

Calendula: Sacro affetto

Menta: Prosperità. Buoni sentimenti

Vischio: Fortuna. Felicità

Peonia: Dolcezza. Matrimonio felice

Rosa rossa: Amore. Rispetto. Coraggio e passione

Violetta: Fedeltà

Veronica: Fedeltà

 

galli2

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLE MARCHE

Il turista che visita Ancona non potrà mancare una tappa al Museo Archeologico Nazionale delle Marche.

Il Gabinetto Archeologico della Commissione dei Monumenti delle Marche viene istituito nel 1860 e diviene il Museo Archeologico Nazionale delle Marche nel 1906.

Ha sede ad Ancona, nello splendido Palazzo Ferretti. Il prospetto esterno del palazzo è attribuito al Sangallo, e la sua costruzione inizia nella metà del XVI secolo.

museo-archeologico-nazionale-delle-marche-1

Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ha subito negli anni diverse prolungate chiusure, dovute alla Seconda Guerra Mondiale, quando Ancona fu pesantemente bombardata dagli alleati, e in seguito al terremoto del 1972, che ne vide la chiusura per ben 16 anni.

Ora possiamo dire che offre un raro, completo e ricco panorama storico della regione.

I reperti esposti provenienti dai complessi archeologici marchigiani vanno dalla preistoria fino all’età romana.

museo-archeologico-nazionale-delle-marche-4

Il museo è diviso in 5 sezioni, che sono la Sezione Preistorica (dal Paleolitico all’età del Bronzo), la Sezione Protostorica (dalla prima Età del Ferro a tutto lo sviluppo della Civiltà Picena e di quella Gallica), la Sezione Ellenistica, la Sezione Romana, quella Medievale ed il Medagliere.

 

Palazzo Ferretti inoltre offre un meraviglioso percorso di visita attraverso il terrazzo pensile, lo scalone monumentale, gli affreschi di Pellegrino Tibaldi del primo piano e quello dello Zuccari al terzo piano, oltre agli affreschi settecenteschi.

museo-archeologico-nazionale-delle-marche-6

Potrete completare la visita del Museo con quella delle strutture del Foro Romano, che sono antistanti all’ingresso del palazzo e la visita all’Anfiteatro Romano di Ancona, che assieme all’Arco di Traiano è la più importante opera architettonica di epoca romana della città.L’Anfiteatro Romano di Ancona è situato a circa 50mt sul livello del mare e si trova tra i colli Guasco e Cappuccini, in una posizione splendida e dominante il mare e la città

 

Museo Archeologico Nazionale delle Marche

Indirizzo: via Ferretti, 6 – Ancona 60121

Orario: 8.30 – 19.30

Chiuso: il Lunedì, il 25 dicembre, il 1 gennaio, il 1 maggio.

Informazioni: Biglietteria Museo tel. 071202602  –  Fax 071 2083233

sar-mar.an.museoarcheo@beniculturali.it

 

the vitruvian man

VITRUVIO E FANO

A Fano ha sede il Centro Studi Vitruviani, che si occupa di raccogliere e gestire una banca dati cartacea ed informatica dell’opera vitruviana e dei suoi effetti sullo sviluppo dell’architettura e della cultura del mondo occidentale, promuovere e diffondere l’opera di Vitruvio, i suoi specifici esiti nelle epoche successive e l’archeologia classica fanese e della Provincia di Pesaro e Urbino.

Vi vogliamo raccontare l’affascinate storia di Vitruvio e della Basilica di Vitruvio di Fano, sua opera somma per “autorevolezza e magnificenza” (summam dignitatem et venustatem) come la descrive lo stesso autore, il quale afferma di averne curato la costruzione (conlocavi curavique).

Purtroppo, e sembra incredibile, la Basilica di Vitruvio di Fano non è mai stata localizzata, ma le nuove tecnologie hanno permesso di farne una ricostruzione degna di fede.

la-basilica-di-fano-sm01

Secondo alcuni studiosi, nonostante l’accurata descrizione fattane da Vitruvio, la Basilica potrebbe addirittura non essere mai stata costruita, ma aldilà della sua realizzazione, il nostro interesse va al disegno ed alla sua interpretazione

Marco Vitruvio Pollione visse tra l’ 80 e il 20 a.C.. La sua carriera iniziò al tempo di Cesare, quando fu responsabile delle macchine belliche, proseguì al servizio di Ottaviano e si concluse all’inizio del principato. La costruzione della Basilica di Fano si può fare risalire a questo ultimo periodo della sua vita in cui, alla fine del suo servizio, occupò una posizione di responsabilità nella Colonia Iulia Fanestris.

Vitruvio non fu molto famoso tra i suoi contemporanei ma conobbe una fama straordinaria a partire dall’ età medievale.

Il suo trattato De Architectura, del 27 a.C. è una vera e propria enciclopedia dell’architettura e non solo, dato che al suo interno si possono trovare notizie su materiali, tecniche costruttive, tipologie edilizie, opere idrauliche, ma anche digressioni astronomiche e astrologiche, elementi di gnomonica, di musica e di meccanica.

Il De Architectura darà il canone dell’armonia alla cultura occidentale, che altro non è che il canone della bellezza, che sta nel perfetto rapporto delle parti con il tutto: “la bellezza nasce dalle proporzioni”.

Il celebre disegno di Leonardo, l’Uomo Vitruviano, rappresenta il ponte tra l’antico e il moderno.

E’ Vitruvio che codifica gli ordini architettonici, vera grammatica dell’architettura classica, nelle forme e nelle proporzioni, e la sua eredità ha affascinato influenzato moltissimi artisti ed architetti, come il Vignola, Leon Battista Alberti, Bramante, Leonardo, Palladio e Raffaello.

basilica-di-vitruvio-sm1556-palladio
Palladio – Basilica di Vitruvio
basilica-di-vitruvio-sm-1531-sangallo-300x425
Sangallo – Basilica di Vitruvio
basilica-di-vitruvio-1-1831-viviani-sezione-300x276
Viviani – Basilica di Vitruvio
domenico-barbaja-5

ROSSINI E BARBAJA

Gioachino Rossini e Domenico Barbaja.

Tutti gli anni nella città di Pesaro si tiene il Rossini Opera Festival, che nel 2017 giunge alla sua XXXVIII edizione e attira appassionati di lirica da tutto il mondo.

Perciò nel mese di agosto, durante il ROF, i nostri graditi ospiti sono tutti melomani amanti del Bel Canto ed affezionati a Villa Giulia.

Uno di questi è Philip Eisenbeiss, una persona colta e squisitamente gentile. Appassionato dell’opera, e segnatamente di Gioachino Rossini, dopo approfonditi studi sul melodramma dell’Ottocento e sul bel canto ha dato alle stampe la biografia di Domenico Barbaja (1778-1841) con il titolo di ” Domenico Barbaja, il padrino del bel canto” edito dalla EDT di Torino, una casa editrice molto raffinata nel cui catalogo figura il meglio del mondo dell’Opera Lirica.

Domenico Barbaja da oscuro cameriere di caffè divenne uno degli uomini più potenti della sua epoca grazie a un eccezionale fiuto per il talento musicale e a un’ineguagliata capacità imprenditoriale.

Domenico Barbaja ha dato al mondo dell’opera compositori come Rossini, Donizetti e Bellini, e con un misto di spregiudicatezza, azzardo e intelligenza organizzativa ha saputo costruire un impero economico e politico che si estendeva su tutte le capitali dello spettacolo europeo.

La sua storia, nella quale si mescolano le guerre napoleoniche, il gioco d’azzardo, il melodramma, il bel canto e lo splendore del paesaggio italiano, è stata solidamente documentata e scritta con grande gusto narrativo da Philip Eisenbeiss.

«Ho composto l’Ouverture dell’Otello in una cameretta del palazzo di Barbaja, ove il più calvo e il più feroce degli impresari mi aveva rinchiuso senz’altra cosa che un piatto di maccheroni, e con la minaccia di non poter lasciare la camera, vita durante, finché non avessi scritta l’ultima nota.»

Gioachino Rossini

Philip Eisenbeiss è nato in Germania ed è  vissuto fra Svizzera, Stati Uniti, Italia ed Estremo Oriente. Banchiere e cacciatore di teste per la finanza che vive ora vive ad Hong Kong, è appassionato d’opera, membro del board della Hong Kong Opera ed ha condotto approfonditi studi sul melodramma dell’Ottocento e sul bel canto.

Lo straordinario contrasto fra la passione per la lirica di Philip e il suo lavoro nella super tecnologica Hong Kong può sembrare stridente, ma ci ricorda che “non di solo pane vive l’uomo” ed ha prodotto questa interessantissima ricostruzione di una vita che di per se stessa è un’opera d’arte.

philip-eisenbeiss

kokoro-grafica

KOKORO ABBIGLIAMENTO DONNA

kokoro-grafica

Durante il vostro soggiorno a Villa Giulia non potrete mancare di vistare Senigallia, famosa per la “Spiaggia di velluto” e la Rotonda a Mare, simbolo turistico della città sin dal 1933 e suggestivo ritrovo dei villeggianti d’elite durante la stagione balneare, ma ancor di più per il centro storico, raccolto, molto bello e che dai portici Hercolani si affaccia sul fiume Misa.

Il centro storico di Senigallia, con la Rocca Roveresca, il Palazzo del Duca Guidobaldo della Rovere, Piazza Roma con il seicentesco Palazzo del Governo, il Foro Annonario e molti altri monumenti di cui vi parleremo in un articolo dedicato a questa bella città, ospita Kokoro, il negozio di Nadia e Roberta.

Kokoro è caldo ed accogliente, come le proprietarie, che vi sapranno consigliare i capi e gli accessori che più si adattano a voi.

nadia-e-roberta-kokoro-senigallia

La loro filosofia è di non forzare mai le loro clienti all’acquisto, perchè tengono molto di più alla fidelizzazione che si ottiene con un rapporto sincero ed amichevole, piuttosto che con il forzare ad acquisti che poi non ci soddisfano e che quindi non fanno venire voglia di ritornare.

Da Kokoro potrete trovare un genere di abbigliamento classico ma anche sportivo, mai banale ed a prezzi accessibili. Inoltre Nadia e Roberta propongono sempre delle chicche, come borse e bigiotteria realizzati a mano, quindi tutti articoli diversi l’uno dall’altro, semplici ma di grande gusto.

Un dettaglio importantissimo: per le eventuali modifiche ai vostri acquisti Kokoro si serve di una sarta eccezionale! La sarta di Nadia e Roberta è davvero in grado di compiere “miracoli” nelle modifiche che riterrete necessario apportare ai capi di abbigliamento che avete scelto.

kokoro-primavera-estate

Uscirete da Kokoro ancora più soddisfatte dei vostri acquisti perchè Nadia e Roberta curano in maniera particolare, anzi unica, il packaging!

kokoro-senigallia-inverno

Kokoro si trova in via Pisacane 10/12 a Senigallia.

Kokoro

Tel.071 792 5141

barbierato-4

ALESSIO BARBIERATO – GIOIELLI

Affacciata sul mare Adriatico, Ancona si trova a soli 40km da Villa Giulia e possiede uno dei maggiori porti italiani. Città d’arte ricca di monumenti e con più di 2.400 anni di storia, è uno dei principali centri economici della regione, oltre che la principale città per dimensioni e popolazione.

Ancona sorge su di un promontorio a forma di gomito, che protegge quello che è il più ampio porto naturale dell’Adriatico centrale. I Greci di Siracusa, che fondarono la città nel 387 a.C., notarono la forma particolare di questo promontorio e perciò chiamarono la nuova città “Ἀγκών – Ankòn”, che in greco significa gomito.

Il laboratorio orafo di Alessio Barbierato si trova ad Ancona, una città che aveva una grande tradizione di oreficeria, come è testimoniato dall’esistenza della via degli Orefici, nel cuore del suo meraviglioso centro storico che non potrete mancare di visitare! Infatti via Bernabei costeggia la splendida Piazza del Plebiscito, che gli anconetani chiamano Piazza del Papa perchè ospita un’imponente statua di Papa Clemente XII, che fu promotore nella metà del 1700 della rinascita del porto e della città di Ancona.

alessio barbierato

Con queste parole Alessio Barbierato esprime l’essenza delle sue creazioni orafe: “La mia intenzione è di creare un Gioiello Contemporaneo, che esprima il nostro “Zeitgeist” senza rincorrere mode. Un gioiello riuscito deve raccontare una storia e coniugare l’esigenza di essenzialità, tipica del nostro tempo, con il bisogno di decorazione. Il Gioco e la Gioia di portare un gioiello sono elementi importanti.”

 alessio barbierato

 Dopo essersi diplomato ad AnconaAlessio Barbierato ha trascorso 15 anni all’estero, prevalentemente in Germania, dove ha avuto l’occasione di avvicinarsi all’oreficeria moderna frequentando laboratori di Maestri Orafi e scuole di Design che hanno formato le sue conoscenze.

Tornato in Italia, nell’88 ha aperto il suo laboratorio “GIOIELLI CONTEMPORANEI” ad Ancona in Via Bernabei, dove propone le sue bellissime creazioni.

 alessio barbierato

Alessio Barbierato

Via Bernabei 21  60121 Ancona

Tel e fax 071 205833  Cell 346 3911705

Email info@alessiobarbierato.com  barbieratoalessio@libero.it

alessio barbierato

sirolo-spiaggia

ANCONA, IL MONTE CONERO E LE GROTTE DI FRASASSI

Ancona

E’ la capitale amministrativa delle Marche, possiede uno dei maggiori porti italiani con traghetti che la collegano alla Croazia, alla Grecia, all’Albania e alla Turchia ed è anche la città più popolata della regione.

Ancona fu una colonia greca, fondata dai siracusani. La parte più antica è sul Colle Guasco, che è la collina sopra al porto. Sulla sua sommità si trova la chiesa più bella della città, la Cattedrale di San Ciriaco, che rappresenta uno straordinario mix di stile romanico e gotico.

Sono presenti resti dell’antica città romana, come il teatro, splendidi palazzi medievali, chiese, l’interessante Museo Archeologico delle Marche e la Pinacoteca.

ankonpanorama

Monte Conero

Appena a sud della città sorge il picco di calcare del Monte Conero, con le pendici che scivolano verso il mare offrendo alcune tra le più belle spiagge della regione, come Portonovo e Numana. Da non perdere la visita all’incantevole città di Sirolo, che ospita anche il Conero Golf Club.

sirolo-spiaggia

 

Grotte di Frasassi

Gli speleologi trattennero il respiro quando un sasso lanciato nella fessura da loro trovata in cima al monte Valmontagnana iniziò a cadere nel buio totale.

L’eco arrivò dopo un periodo di tempo che sembrava un’eternità: era 27 settembre 1975, e le Grotte di Frasassi, uno dei più spettacolari complessi carsici del mondo, erano appena state scoperte.

Oggi le grotte sono aperte al pubblico che le può visitare, accompagnato da guide professionali, lungo un percorso turistico facile della durata di circa 75 minuti.

E’ un mondo di paesaggi mozzafiato ricchi di straordinarie concrezioni, dove il silenzio è rotto solo dallo stillicidio delle gocce d’acqua che portano il complesso in continua evoluzione alla vita.

Su prenotazione, ci sono due percorsi avventura – percorso azzurro (per quelli oltre i 12 anni) e il sentiero rosso – che consentono ai piccoli gruppi guidati di passare attraverso cunicoli, stretti sentieri e alberi e ammirare splendide sale nascoste allo sguardo di turisti “normali”.

grotte_di_frasassi